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November 29 ... credevo ...credevo che fossi diverso, e invece sei come tutti gli altri...
credevo che fossi sincero, e invece sei come tutti gli altri...
credevo che fossi dolce, e invece sei com tutti gli altri...
credevo che fossi romantico, e invece sei come tutti gli altri...
credevo che m'amassi davvero, e invece sei come tutti gli altri...
credevo che mai m'avresti tradita, e invece sei come tutti gli altri...
credevo che mai m'avresti fatto piangere, e invece sei come tutti gli altri...
credevo che mai m'avresti lasciata, e invece sei come tutti gli altri...
ma sappi una cosa, io vivo bene anche senza di te, non ho bisogno di te, e non mi sveglierò una mattina dicendo che mi manchi...
...Io NoN hO bIsOgNo Di Te... November 18 ...noi......noi siamo quelle che quando dicono qualcosa è perchè la pensano...
...noi siamo quelle che hanno 1 pizzico di malizia...
...noi siamo quelle che fanno le cose senza pensarci due volte...
...noi siamo quelle che sperano in un mondo migliore...
...noi siamo quelle che sembrano santerelle...
...ma ke in realtà sono diavolette...
...noi siamo quelle che credono nell'amore...
...noi siamo quelle che credono nelle fiabe...
...noi siamo quelle che sono reliste...
...noi siamo quelle troppo dolci...
...noi siamo quelle porche...
...noi non siamo quelle che vedono o bianco o nero...
...ma noi siamo quelle che vedono un mondo tutto a colori...
...noi siamo quelle che...
...SiAmO sOlO nOi StEsSe... November 15 piove..Guardo fuori dalla finestra. Piove. Chissà cosa starai facendo, chissà se guardi anche tu tutte quelle goccioline che scendono ripetutamente dal cielo, che scendono chissà da dove, chissà perché… Se ci si pensa bene sappiamo il perché ma è bello pensare che c’è qualcuno che fa scendere la pioggia, magari dei piccoli angeli incaricati di spargere qualche gocciolina sulla terra. Chissà se mi pensi… Io sì, come sempre… Cerco di immaginare una splendida giornata per domenica, anche se so che tanto con te sarà sempre più bello di come possa immaginarlo… Anche solo averti accanto è splendido… Quando sono con te sono felice, mi sento sicura, perché ci sei tu al mio fianco. E ti penso… E mi manchi… E ti sogno…. E ti voglio… E ti amo… sempre di più… ...AnTo Ti AmO tRoPpO...
14/11/08 8:47
November 10 ...sparisci...Pianto. Disperazione. Voglia di morire. Questi sono i suoi sentimenti. Probabilmente esagera, è nella sua indole essere pessimista, ma tu ci hai messo del tuo.
Pianto. E' questo che fai. Le sue lacrime continuano a bagnare il suo viso ad intervalli di tempo regolari.
Disperazione. E' questo che fai. Le sue mani chiuse a pugno sbattono ripetutamente contro il muro fino a quando non iniziano a sanguinare.
Voglia di morire. E' questo che fai. Non ha voglia di vivere, ha voglia di buttarsi sotto un treno in corsa.
Probabilmente è esagerata ma se tu non esistessi tutto questo non accadrebbe... o forse sì... questo non si può dire... Ma ti consiglio una cosa:
...SPARISCI... November 07 nuovo blogNovember 05 obamaWASHINGTON (Reuters) - Barack Obama festeggia oggi la sua storica vittoria alla Casa Bianca, con la consapevolezza di dover affrontare enormi sfide, dalla profonda crisi economica alle due lunghe guerre in Iraq e Afghanistan. Il giorno dopo l'Election day che lo ha reso il primo presidente nero della storia americana, Obama si prepara a costruire rapidamente una nuova amministrazione e a definire le sue priorità per il passaggio formale delle consegne il prossimo 20 gennaio. "Ci è voluto molto, ma stanotte, grazie a quello che abbiamo fatto in questa giornata, il cambiamento è arrivato per l'America", ha dichiarato nella notte Obama al Grant Park di Chicago davanti a oltre 200.000 sostenitori festanti. "La strada sarà lunga. La salita sarà ripida. Potremmo non arrivare in un anno o addirittura in un mandato, ma l'America -- non sono mai stato più fiducioso di stanotte -- ci arriverà". Obama ha guidato alla vittoria i democratici, che hanno allargato la loro maggioranza in entrambe le camere del Congresso, mentre gli americani hanno di fatto respinto gli otto anni di leadership del presidente repubblicano George W. Bush. Un po' in tutto il paese si sono registrati festeggiamenti in strada, ma Obama avrà poco tempo di godersi la vittoria. Una volta insediato, dovrà affrontare pressioni immediate per mantere le promesse della sua campagna elettorale e risolvere una lunga lista di problemi. EMERGENZE Obama ha promesso che ritirerà i soldati americani dall'Iraq nei primi 16 mesi del suo mandato e aumenterà il numero delle truppe in Afghanistan, ma la sua sfida più immediata sarà la gestione della crisi finanziaria, la peggiore dalla Grande depressione. I leader mondiali si riuniranno a Washington il prossimo 15 novembre per un summit sul collasso finanziario globale. La Casa Bianca ha detto di non aspettarsi che il presidente designato partecipi, anche se Obama non ha ancora reso noto i suoi piani. Notizie diffuse oggi mostrano che il mercato del lavoro nel settore privato è peggiorato rapidamente in ottobre e che il settore dei servizi si è contratto, evidenziando le sfide economiche per Obama. Con un'apparizione nel Giardino delle rose della Casa Bianca, Bush ha detto di aver parlato con Obama e di essersi congratulato con lui per una "impressionante vittoria" che rappresenta un "sogno avverato" per i diritti civili, promettendo inoltre la sua cooperazione nel passaggio dei poteri. "Durante questo periodo di transizione, terrò il presidente designato informato sulle decisioni importanti", ha assicurato Bush. Ci si aspetta che Obama agisca rapidamente per la nomina del segretario del Tesoro e di Stato, fra quelli chiave per l'amministrazione. Sembra che Obama abbia chiesto a Rahm Emanuel, congressista democratico dell'Illinois già nell'amministrazione dell'ex-presidente Bill Clinton, di stare alla Casa bianca come capo dello staff. UNA TRANQUILLA MATTINA La prima mattinata di Obama da presidente designato si è svolta molto tranquillamente. Ha fatto colazione a casa con le sue due figlie, poi è andato in palestra per un po' di allenamento. Più tardi andrà nel suo quartier generale per ringraziare lo staff. Nato da padre nero del Kenya e madre bianca del Kansas, Obama è venuto al mondo quando ancora i neri americani lottavano contro le politiche segregazioniste nel sud del paese. Il suo trionfo sul rivale repubblicano John McCain rappresenta una pietra miliare che potrebbe aiutare gli Stati Uniti a gettarsi alle spalle la sua lunga e brutale storia di razzismo. Molti leader del mondo hanno accolto con favore la vittoria di Obama e alcuni l'hanno salutata come un'opportunità per ricostruire l'immagine degli Usa. "La tua elezione ha sollevato enormi speranze in Francia, in Europa e oltre", ha detto il presidente Nicolas Sarkozy. I titoli dei quotidiani hanno catturato l'importanza storica del risultato. Il New York Times titola semplicemente "OBAMA", mentre il Washington Post dichiara "Obama fa la storia" e USA Today: "L'America fa la storia; Obama vince". Obama ha ottenuto almeno 349 voti dei grandi elettori, ben oltre i 270 necessari per la vittoria. Con il 96% del voto popolare scrutinato, Obama conduce su McCain per 52% a 46%. I democratici hanno conquistato almeno cinque seggi al Senato e circa 25 seggi alla Camera dei rappresentanti, ottenendo una vasta maggioranza nel Congresso e rafforzando il potere di Obama. Quattro seggi del Senato restano ancora da assegnare. McCain, senatore dell'Arizona 72enne ed ex-veterano del Vietnam, ha chiamato Obama per congratularsi con lui e ha lodato la sua campagna senza precedenti. "Chiedo a tutti gli americani che mi hanno sostenuto di unirsi a me non solo nel congratularsi con lui ma nel fare i nostri auguri al prossimo presidente", ha detto McCain. FESTA NELLE STRADE Bianchi e neri hanno festeggiato insieme davanti alla Casa Bianca per celebrare la vittoria di Obama e l'imminente partenza di Bush. File di auto si sono riversate nel centro di Washington, strombazzando col clacson e gridando dai finestrini. Altre migliaia hanno festeggiato in Time Square a New York e in diverse città in tutto il paese. I governi alleati hanno detto di sperare in una più stretta cooperazione con Washington, mentre i critici nei confronti degli Usa, dalla Russia all'Iran ai gruppi islamici del Medio Oriente, hanno fatto appello al cambiamento. "Speriamo che...adotti una giusta politica che riporti l'America alla sua naturale posizione di rispetto per l'umanità e la democrazia", ha detto Mohamed Mahdi Akef, leader della Fratellanza musulmana egiziana, uno dei più grandi gruppi islamici mediorentali. Il presidente russo Dmitry Medvedev ha parlato di speranza per più forti relazioni Usa-Russia, ma allo stesso tempo a promesso ritorsioni per un piano Usa di difesa missilistica. Speriamo ke l'era appena iniziata porti pace e serenità al mondo. !!!BUONA FORTUNA OBAMA!!! November 03 boxeQualke tempo fa, ero incazzata e triste, x una ke poi si è rivelata una stupida incomprensione, x fortuna!! Beh, x sfogarmi ò ripreso a scrivere e ò iniziato 1 nuovo racconto, k nn so qnd finirò.... Intanto ditemi ke ve ne pare l'inizio...
Si sentiva sola, estremamente sola… “STRONZO!” continuava a ripetere… “STRONZO!” Le lacrime le scendevano fitte sul viso, un colpo alla sacca da boxe “STRONZO!”, un altro colpo… “STRONZO!” Se lo immaginava lì, di fronte a lei. E picchiava, picchiava sempre di più. Una forza immensa la sua, ed era senza controllo in quel momento, la rabbia, la tristezza, il rancore… Tutto faceva in modo di aumentare la sua forza a dismisura, tanto che si aveva l’impressione che la sacca stramazzasse al suolo da un momento all’altro sotto la potenza di quei colpi. “Ma perché, perché l’hai fatto?” non riusciva a darsi pace… l’unico suo sfogo era quella sacca nera, nera come il colore del suo stato d’animo, nera come quegli occhi grandi, che molte notti aveva sognato… quegli occhi dolci, quegli occhi un po’ perversi, quegli occhi investigatori, quegli occhi consolatori, quegli occhi traditori… quegli occhi che avrebbe voluto avere lì, per riempirli di botte… “Perché non te ne frega più niente di me? Perché ora è come se io non esistessi? Io esisto! Solo perché ora è arrivata lei… Perché io sono sempre lo scarto? Perché?” Un ultimo colpo, il più violento di tutti e si accasciò a terra, sfinita… Sentì qualcosa appoggiarsi sulla sua spalla, balzò in piedi pronta a colpire. Ma si accorse in quel momento che era stata solamente la mano della sua allenatrice. Era una ragazza che aveva solo un paio di anni in più di lei ma che era già una campionessa a livello mondiale. Il suo nome era Rosa ma lo detestava, perciò si faceva chiamare Coco. Il nome del pappagallino che le aveva regalato suo padre, quando era piccola, il pappagallino che poi è morto di dispiacere dopo che i genitori di Rosa morirono in un incidente stradale. Allora aveva solamente 6 anni… Fu un trauma per lei quando gli fu comunicata la brutta notizia. La nonna non sapeva come fare visto che per parecchio tempo la bimba si rifiutò di mangiare. Pochi anni dopo se ne andò anche la dolce vecchietta che si occupava di lei, rimase così sola, abbandonata a se stessa. La bimba dovette imparare da sola la maggior parte delle cose, ma se la seppe cavare piuttosto bene anche perché ogni settimana le arrivavano dei soldi in una busta da un benefattore misterioso e così riuscì a mantenersi finché non divenne campionessa di boxe. La boxe, sua grande passione, la conobbe per caso, si trovava a passare davanti ad una palestra al ritorno da scuola, la porta era aperta. Incuriosita entrò senza pensarci due volte. Rimase affascinata da ciò che vide. Un uomo le si avvicinò e le chiese: “Ti piace?” Rosa non rispose, era troppo intenta a guardare quei buffi signori che si prendevano a botte con dei strani guanti e in un modo, come dire, elegante… L’uomo ripeté, questa volta con voce più alta “Ti piace?” la fanciulla uscì dalla sua ipnosi, si voltò verso l’uomo e lo fissò con i suoi grandi occhi celesti. L’uomo si accovacciò e si avvicinò alla bimba e le ripeté per l’ultima volta “Ti piace?” le piccole labbra rosse si schiusero leggermente per permettere ad un tremulo “sì” di uscire. “Vorresti provare?” le domandò l’uomo. La bambina annuì timidamente. E fu così che tutto ebbe inizio.
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