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    March 25

    storia d 1 assassino

    ciao raga!!! volevo farvi leggere 1 kosina k sto scrivendo... nn è finito ovvio... ah, l'ho iniziata a scrivere tnt tnt tempo fa... e i nomi son puramente casuali... sopratt x Mattia... tesoro rilassati, manko t conoscevo ankora... quindi x favore nn prendertela... nn 6 tu il tipo... sn nomi così... casuali... cmq x tt voi... buona lettura! e mi racc commentate numerosi e scrivete il vostro parere! se v piace kiedetemi pure il continuo!! buona lettura!! :D
     
     

    STORIA DI UN ASSASSINO


    Angelica era distesa sul suo letto a riflettere. Stava passando un brutto momento della sua vita. Gli amici l’avevano tradita. Il suo migliore amico l’aveva tradita. Aveva voluto così bene a quel ragazzo, Marco, che quando scoprì tutto le arrivò come una pugnalata alle spalle. Avevano trascorso così tanti bei momenti insieme che ancora stentava a credere a ciò che aveva scoperto quel pomeriggio. Erano a casa di lui. Mattia si era assentato un attimo per andare in bagno. Il cellulare del ragazzo suonò. Angelica si avvicinò all’apparecchio e spinta da un’enorme curiosità lesse il messaggio che era appena arrivato: “Mattia, hai proprio ragione! Quella tua amica, Angelica, è proprio antipatica ed insopportabile! Non capisco come non ho fatto a non accorgermene prima!” Il messaggio era firmato Alessandro. Angelica ripose il telefono al suo posto e si rimise a sedere con un forte senso di angoscia. Non volle leggere gli altri messaggi che gli erano stati mandati. Aveva paura. Aveva paura di sapere la verità, o meglio, di quella che appariva la verità. Quando Mattia fu di ritorno lei lo squadrò da capo a piedi. Lui subito non capì e le domandò il motivo di quello sguardo. Angelica scoppiò a piangere e corse via. Ora era a casa sua sempre con le lacrime agli occhi. Piangeva e tentava di darsi una spiegazione. Da qualche tempo gli erano giunte alcune voci: si diceva in giro che quel amico a cui teneva la stesse tradendo e che frequentasse dei poco di buono. Angelica non aveva mai voluto credere a quello che si diceva in giro perché credeva in lui, credeva di conoscerlo ma a quanto pare aveva commesso un errore, a quanto pare si era sbagliata...

    Passarono alcuni giorni ed Angelica non usciva più di casa, non mangiava e non voleva vedere nessuno. Divorava libri polizieschi e iniziò a studiare le psicologie degli assassini, i moventi, gli errori e il loro operato. Tutte queste informazioni vennero immagazzinate all’interno del suo cervello. Quando ebbe raccolto informazioni a sufficienza iniziò a riflettere e a progettare quello che sarebbe stato il primo vero delitto perfetto. In questo delitto ci sarebbero state due vittime: Mattia ed Alessandro. Il suo ex migliore amico sarebbe stato il primo a morire, provocando così ad Alessandro una reazione se fossero stati veramente amici. Il secondo a morire, ovviamente, sarebbe stato l’autore di quel maledetto sms. Ora si doveva trovare un modo di uccidere piuttosto pesante, che avrebbe fatto scalpore, che avrebbe lasciato un segno nella storia. Subito pensò alla morte a causa di una pugnalata alle spalle e successivamente una al cuore. Ciò avrebbe dovuto rappresentare i sentimenti che Angelica aveva provato. Ma pensandoci bene era un poco banale... Doveva trovare qualcosa di più originale e più agghiacciante. Le venne in mente il nomignolo che le aveva dato proprio Mattia, lui la chiamava “Angioletto mio”. “Il tuo angelo custode questa volta ti ha abbandonato vero Mattia? E sai chi è arrivato al suo posto? Io! L’angelo della morte!” si mise a ridere di una risata quasi diabolica. Progettò così la morte dei due ragazzi. Li avrebbe invitati ad uscire e li avrebbe portati in una fattoria ormai abbandonata da tempo situata in un luogo buio ed isolato. Avrebbe preso un forcone rosso e lo avrebbe piantato senza pietà nel petto dei ragazzi, trafiggendo così il loro cuore. Dopo che i due sarebbero morti Angelica avrebbe preso delle piume e le avrebbe incollate sul forcone. All’alba si sarebbe fatta una scoperta raccapricciante... Angelica scoppiò nuovamente a ridere.

    Passarono alcune settimane in cui Angelica studiò ai dettagli il suo piano e tentò di trovare qualcosa che l’avrebbe potuta tradire. Le piume avrebbero potuto farlo ma non le importava, lei voleva solamente ucciderli e voleva farlo in modo spettacolare, lasciando la sua firma.

    Passarono alcuni giorni ma la macabra passione di Angelica non passava... anzi, ogni minuto che trascorreva aumentava. Quel pomeriggio la ragazza si recò in una fattoria vicina... Quello sarebbe stato l'ultimo luogo che quei due ragazzi vedranno. Ormai la stalla era abbandonata da anni, le mura di legno erano bucate, umide e con della muffa sopra. In fondo, un cumulo di paglia. Angelica lo guardò sogghignando. Poi gli occhi della ragazza si spostarono su un oggetto vicino, un forcone arrugginito. Si avvicinò. “Oh mio bel forcone... Tu sarai l'arma del delitto!!! Muahaha!!! Non sei contento? Ma sì che sei contento!!! Uccideremo insieme quell'ingrato! Mattia... Chissà come ho potuto volerti bene...” in quel momento il sorriso malvagio di Angelica svanì e nella sua mente riaffiorarono i ricordi dei bei momenti passati insieme... una lacrima scese sul viso, la giovane l'asciugò in fretta e scacciò via quei ricordi, era determinata a uccidere non poteva ripensarci, lei doveva farlo, DOVEVA. Visto il futuro luogo del delitto si ricordò che mancavano le piume... Subito le vennero in mente piume di gallina, facili da trovare, ma lei preferiva piume candide come la neve, piume di cigno. Allora si diresse ad uno stagno vicino, lì c'era un cigno splendido, un maschio adulto con le più belle piume che si potessero desiderare. Arrivata sul luogo Angelica non vedeva il cigno... non lo trovava... “Ma dove si è cacciato quell'uccellaccio???” poi eccolo sbucare fuori da dietro una roccia. “Eccolo!” il cigno vedendo la ragazza le si avvicinò come faceva con tutti gli altri visitatori immaginando che come gli altri anche lei voleva dargli da mangiare e accarezzarlo. Mentre nuotava verso di lei aveva un'aria così regale e maestosa che per un attimo Angelica parve rimanervi incantata. Quando l'animale fu arrivato da lei, la ragazza iniziò a fargli tutte quelle moine che gli facevano quotidianamente tutti i turisti che accorrevano per ammirarlo. Il cigno si sentiva a proprio agio poi, quando meno se l'aspettava, quella bella ragazza lo infilò in un sacco. Il cigno provò a liberarsi ma non ci riuscì perché Angelica aveva chiuso subito il sacco con un laccio e l'aveva chiuso talmente stretto che l'ossigeno non entrava. Quando arrivò a casa l'animale però respirava ancora. Lo tirò fuori dal sacco, e lo legò al tavolo. Doveva ucciderlo per prendere le piume. Andò a prendere un coltello, si avvicinò al povero uccello e alzò il braccio pronta a pugnalarlo, ma si bloccò. Pensò che se lo uccideva in quel modo poi le piume si sarebbero sporcate del sangue dell'animale. Le piume dovevano essere candidissime fino all'ultimo respiro delle sue vittime poi, solo in seguito, si sarebbero sporcate di sangue umano. Allora posò coltello e strangolò l'animale. In seguito tolse tutte le piume e le infilò in un sacco. Portò l'animale ormai morto dove l'aveva trovato e lì lo sgozzò.

    La mattina dopo su tutti i giornali del paese si parlava del ritrovamento del cigno, simbolo della città, sgozzato e spennato. Angelica leggendo quei giornali scoppiò a ridere e si disse: “Se fa tanto scalpore la morte di uno stupido uccello bianco beh, chissà cosa succederà quando metterò in atto il mio piano diabolico!!!!” scoppiò a ridere, una risata strana, che aveva sia un tono diabolico che un tono leggermente spaventato e insicuro...

    I giorni trascorrevano lenti tra i banchi di scuola. Marta dormicchiava sul banco mentre il professore di Matematica parlava. Non era la sola a cui la lezione faceva questo effetto, anche Alessandro e Mattia facevano lo stesso. Giada poi come al solito era lì intenta a scrivere rime per una sua prossima canzone. Quel giorno Giada era piuttosto precisa in tutto, minuziosa a ricontrollare ogni singola rima, ogni singolo verso, ogni singola strofa. Il motivo? Quel pomeriggio doveva incontrarsi con un pezzo grosso di una casa discografica. Scriveva, si fermava, giocherellava con i suoi lunghi capelli neri e ripartiva. Mattia la guardava sognante. Certo non si sarebbe mai immaginato di innamorarsi di una ragazza che scrive canzoni rap, ma questo ovviamente prima di aver conosciuto Giada. Alessandro invece osservava allibito Angelica che disegnava scene piuttosto macabre e rideva... Quella ragazza fin da quando l'aveva conosciuta l'aveva sempre molto attratto. Quei capelli biondi e quegli occhi verdi lo incantavano. Era una ragazza molto bella a suo parere ma il suo carattere non pareva essere molto gradito dal ragazzo. “Nordini Angelica, potrei sapere cos’è che ti fa tanto ridere?” la ragazza parve non sentire, continuava a disegnare e a ridere. “Nordini! Ma sei diventata sorda??? Allora???” il professore si avvicinò alla giovane e le strappò il foglio di mano. Allora, in quel preciso istante, Angelica si accorse dell’insegnante e lo minacciò se non le avrebbe restituito il foglio. L’uomo la guardò negli occhi e per un istante gli parve che al loro interno danzasse una fiammella di fuoco. Distolse lo sguardo portandolo così sul foglio sequestrato all’alunna. Sobbalzò. Sulla carta vi erano rappresentate scene macabre, persone morte, assassini e parecchio sangue. Angelica guardò compiaciuta il volto del professore. Poi, come se il tempo per ammirare la sua opera d’arte fosse scaduto, strappò di mano quel pezzo d carta dalle mani gelide dell’insegnante di matematica. Se ne andò dall’aula farfugliando qualcosa d’incomprensibile e ridacchiando. Sui volti dell’insegnante e della classe vi era una strana espressione: non sapevano se mettersi a ridere, a piangere oppure se preoccuparsi seriamente.

    Alla fine delle lezioni Mattia si avvicinò ad Angelica per chiederle spiegazioni sul modo in cui si stava comportando. Appena le mise una mano sulla spalla per chiamarla lei gliela graffiò con le unghie facendone uscire il sangue, poi si voltò, lo guardò diritto negli occhi senza fiatare. Il ragazzo rimase inquietato da quello sguardo intenso con il quale paresse voler penetrare nella sua mente. Compiaciuta dell’angoscia che man mano cresceva dentro l’amico, Angelica lo squadrò per un’ultima volta prima di scomparire dalla sua vista. Poco dopo giunse Alessandro che chiese a Mattia che cos’avesse ma lui non rispose e se ne andò senza considerare il compagno.

    March 23

    altro modo x farvi auguri d pasqua... :D

     

    buona pasqua!

    BUONA PASQUA A TT!!!!

    eastercatth

     

    March 22

    se

    ..Se mi odi lascia un commento
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    ..se nn te ne frega nulla di
    me scrivi 2..
     
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    ..se avresti voglia di uscire
    cn me scrivi 8..
     
    ..se provi dei sentimenti
    x me scrivi 9..
     
    ..se x te sn la tua migliore amica
    scrivi 10..
     
    ..se pensi di amarmi o di 
    avermi amato scrivi 11..
     
    ..se io ti amo scrivi 12..
    March 17

    Nuttin' Wrong With Candy

     
    BUONA VISIONE!!
     
    March 16

    disegni miei

    Ciau! metto qualke mio disegnino e ditemi ke ve ne pare... li metto così tnt x.... ;)
     

    abc

    LastScan

    LastScana

    March 14

    mici buffi

     
    March 08

    festa della donna

    BUONDì! SO KE è 1 FESTA DEL CAZZO... Xò FACCIO LO STESSO GLI AUGURI A TT LE DONNE!
    AUGURI TIPE!!!!
    gatto%20mimosa
    OK ORA ò FTT GLI AUGURI ALLE DONNE... ORA FACCIO Xò GLI AUGURI ALLA MIA CUGINETTA KE GG COMPIE GLI ANNI!!! CUGINETTA... BEH POI MIKA TNT ETTA!!! EHEH!!! COMPIE 28 ANNI LA MIA VEKKIA!!!
    AUGURI DADAAAAA!!!!!!!!!!!!!!
    BUON COMPLEANNOO!!!!!!!!!
    f67cf873178f045e240830d1a689b519
    March 05

    wow

     
    March 04

    stage

    Stage fantasticooooooooo!!!!!!
    mi tira raccontarvi qll ke è succ... lo troverete in altri blog x ki nn c'è stato e ki c'è stato beh, lo sa già...
    beh Ciau a tt!!! vvb
    bumble-bee
    p.s. scusate nn avevo voja d scrivere...
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