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3月29日 La gabbia...Camminavi per strada. 3月26日 Donna...Donna, perchè sfregi il tuo corpo? 3月16日 Suona, oh creatura...Creatura dagli occhi velati di lacrime, 3月13日 Lacrime e sangueAndava tutto bene,
quando quella sera arrivò.
Lei,
la sua tenera voce,
il suo insistere nell'aiutarmi,
mi manca.
Vorrei poter risentirla,
sorella sepolta nel cuore,
ma solo lacrime
nascerebbero dai suoi occhi,
non voglio questo.
Vorrei sentirlo,
amore negato,
caro fratello,
mase lei sapesse
tutto andrebbe in rovina,
il mio dolore,
chea alimentato la mia dolce ossessione,
arebbe stato solo una tortura inutile.
Odio la sofferenza,
vorrei che nessuno la dovesse subire,
e perciò preferisco la mia autoflaggellazione
a quella altrui.
La tristezza prende il sopravvento,
rompe le catene che prgioniera tenevano la mia voglia,
e d'istinto agisco, squarcio la mia carne
e bevo il liquido
che sgorga come fiume dalla ferita.
Piango.
E lacrme e sangue
in un triste ballo di disperazione
si uniscono.
Il loro sapore coccola la mia lingua,
ma non riesce a farmi rimuovere quei pensieri,
non riesce a tranquillizzarmi.
Guardo fuori dalla finestra.
Piove.
Perchè piangi cielo?
Senti forse anche tu il mio dolore?
Lacrime e sangue
ancora cammineranno a braccetto,
ora e sempre. 3月6日 Una notte come le altre...Una notte come le altre,
avresti detto.
Io tra quelle braccia,
sentivo l'odore della tua fredda pelle,
dolci parole fraterne
sgorgavano dalle tue labbra.
I violini suonavano una malinconica musica.
Poi,
quel mio ordine inatteso.
Mordimi.
Bagna le tue labbra con il sangue mio.
Ti scostasti da quell'abbraccio,
mi guardavi fisso,
con occhi sbarrati.
Avanti,
mordimi.
Bagna le tue labbra con il sangue mio.
Eri d pietra,
più pallido del solito,
il tuo sguardo fisso su me,
incredulo.
C'era un coltello lì vicino,
lo appoggiai sul braccio
e squarciai la carne.
Il sangue tinse il mio arto ferito,
la tentazione di bere era forte,
ma volevi sfuggirle.
Allora avvicinai la sorgente
del liquido tanto amato alla tua bocca.
Cedesti.
Sentivo quelle gelide labbra di sangue
sulla carne lacerata,
la tua lingua mi accarezzava,
con la sua dolce avidità.
La ferita ardeva,
mi strppò un grido.
A quel grido alzasti la testa,
i tuoi occhi velati di pietà
volevano fermare quel dolore di passione.
Volsi lo sguardo verso la luna,
con la mano destra spinsi il tuo capo sulla ferita
e ti rimettesti a bere.
Quella visione alimentava in me
il fuoco della pazzia.
Avrei voluto saziare la mia sete,
avrei voluto coccolare la mia lingua
con quel sublime sapore metallico
avrei voluto fare tante cose...
Ti sollevai delicatamente dal mio braccio insanguinato,
accarezzai il tuo candido volto,
asciugai con le dita il sangue
che colava dalla tua bocca,
ti guardai negli occhi
e pronunciai soffocate parole.
Grazie fratello.
Ti fissai per un'ultima volta,
il suono dei violini si fece lontano
e sui miei glauchi occhi calò un manto di tenebra. |
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